L’ANIMAZIONE GERIATRICA

Festa di carnevale 2019

Fare animazione con gli anziani vuol dire, non solo e non tanto riempire
il tempo vuoto con un calendario settimanale di proposte ricreative che
tengano occupati gli ospiti sviandoli da pensieri depressivi, quanto
operare sulla complessità della persona e del suo rapporto con
l’ambiente, al fine di migliorarne la qualità di vita.

Passare gli ultimi anni di vita in una struttura residenziale comporta un
cambiamento radicale di abitudini, trasformazione che deve essere
accompagnata e guidata da interventi di supporto, sostegno e di ascolto.
L’animazione è indispensabile per valorizzare il passato e le esperienze
personali, per rendere ogni persona protagonista della propria evoluzione,
per promuovere le relazioni interpersonali, stimolando la partecipazione di
tutti; per favorire lo sviluppo delle capacità creative, cercando di rendere
possibile il superamento degli impedimenti ambientali, fisici e psicologici
inibenti l’autonomia dell’ospite, che sono tra l’altro le principali cause
d’isolamento.
Tutti gli interventi sono finalizzati a far recuperare i propri spazi, la propria
dimensione e i propri desideri, che l’età o le condizioni di disabilità
possono far venire meno. Soprattutto le attività di gruppo, perno
fondamentale del piano animativo, garantiscono socializzazione, l’incontro
tra persone, il misurarsi con gli altri.
L’anziano posto in condizione di impegnarsi in qualche attività di sua
scelta e gradimento durante la giornata, diventa di conseguenza una
persona soddisfatta e interessata, anche più desiderosa di alzarsi e vestirsi
ogni mattina.
A ciascun ospite una propria attività dedicata, costruita secondo le proprie potenzialità, capacità ed esigenze.

 

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YOGA PER LA TERZA ETA’

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La pratica dello yoga rappresenta una risorsa preziosa per i soggetti anziani, poiché da un lato consente di fare del movimento fisico calibrato sulle proprie capacità e, dall’altro, trasmette una sensazione di calma e pace, contribuendo ad allontanare pensieri negativi, tipici di chi soffre di patologie croniche.

Le sedute di yoga per la terza età avvengono con l’utilizzo della musica, abbinata alle posture dell’antica arte.

In particolare, vengono proposti movimenti delle mani detti “mudra”, adatti sopratutto ai soggetti in carrozzina, che possono così partecipare anche senza l’uso delle gambe.
Le mudra sono indicate nello yoga come posizioni delle mani benefiche, in grado di stimolare punti specifici del corpo e di aiutarci a raggiungere una maggiore consapevolezza di noi stessi.

ALCUNI ESEMPI DI MUDRA:

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DANZATERAPIA ANZIANI

“Attraverso la danza beneficia sia il corpo che la mente”

È questo il principio alla base della DanzaTerapia: tecnica terapica in cui mente e corpo cooperano insieme.

Questa pratica ha lo scopo di portare gradatamente i soggetti anziani a una presa di contatto con il proprio corpo e con lo spazio, alla scoperta e valorizzazione delle innumerevoli possibilità di movimento, al graduale incontro con gli altri e alla progressiva trasformazione del semplice gesto in arte.

Nelle persone anziane la danzaterapia diventa un’essenziale attività fisica, poiché produce effetti di ordine fisiologico, buona circolazione del sangue, ossigenazione e massaggio degli organi, effetti stimolanti o rilassanti sulla psiche, divertimento e partecipazione attiva all’interno del gruppo.

L’avvicinarsi alla danza nel rispetto di ogni tempo individuale, valorizzando il limite di ciascuno, aiuta a superare tutte le barriere di diffidenza dovute all’età, ai dolori e alla mancanza di fiducia nel proprio corpo.

L’intento della danzaterapia è quello di fornire un percorso guidato con una sperimentazione personale, un’esperienza conoscitiva che parte da alcune suggestioni artistiche e che soprattutto propone il movimento come gioco, curiosità e terapia.

Partendo dal più semplice gesto corporeo, ovvero dal riscaldamento di base con movimenti dalle grandi articolazioni; per poi passare al lavoro su azioni e reazioni, ai movimenti da seduti (indispensabili per chi è costretto in sedia a rotelle), fino ad arrivare a esercizi di coordinamento motorio di equilibrio (tutti atti a stimolare un’autonomia corporea del soggetto anziano).

Obiettivi

L’anziano, spesso portatore di disabilità psicofisiche, necessita di un’azione finalizzata ad una maggior consapevolezza del proprio corpo e delle proprie possibilità fisiche e psichiche ad esso correlate, in modo da permettergli di “usarlo al meglio”, sfruttandone le caratteristiche ed imparando a gestirne i limiti. Un intervento mirato in tal senso può portare, indipendentemente dall’età, che influisce solo per quanto riguarda patologie cronicizzate nel tempo ed in genere ad essa correlate, a migliorare il movimento e la sua coordinazione, rendendo l’individuo più sicuro nei confronti sia di se stesso che degli altri. Inoltre lo svolgere un’attività insieme ad altre persone, per la stessa natura umana e non solo per le problematiche di cui sono portatrici differenti le une dalle altre, favorisce la capacità di relazione, partendo dall’agire insieme sotto la guida di una figura coordinatrice per arrivare progressivamente, per quanto possibile, ad una interazione collaborativa.

 

PEDAGOGIA DELL’INVECCHIAMENTO

L’Italia è un paese in continuo invecchiamento. È dunque di primaria importanza incoraggiare una pedagogia rivolta alla terza età,  con l’obiettivo di aiutare ad invecchiare al meglio.

Il Progetto “Anziani Vivaci” tende a stimolare la motivazione positiva all’assunzione e al mantenimento di un ruolo attivo, nella prosecuzione della propria vita…